
Lì dove la spiaggia muore contro il muraglione del molo c’ è abbastanza spazio per giocare.
I bambini vi disputano infinite partite di pallone, in un continuo turbinio di piedi scalzi, grida e nuvole di sabbia.
I bambini vi disputano infinite partite di pallone, in un continuo turbinio di piedi scalzi, grida e nuvole di sabbia.
Tutti i pescatori occasionali che gettano lì le loro lenze li bersagliano di improperi e ammonimenti .
Tutti.
Tutti.
Tranne quel vecchio.
E i bambini lo provocano apposta.
E i bambini lo provocano apposta.
I più bravi cercano di colpirlo in maniera da sembrare un incidente.
Gli altri semplicemente urlano più forte.
Per far scappare i pesci.
I bambini sanno essere crudeli
il vecchio risponde con la più totale indifferenza.
Se non fosse per l’ occasionale sciabordio di qualche incauto pesce rimasto sull’ amo, si potrebbe credere sia una statua.
I bambini sanno essere crudeli
il vecchio risponde con la più totale indifferenza.
Se non fosse per l’ occasionale sciabordio di qualche incauto pesce rimasto sull’ amo, si potrebbe credere sia una statua.
Venne il tramonto e come ogni sera iniziò lo stillicidio delle evasioni dal campo.
Uno ad uno i giocatori dovettero abbandonare la partita per raggiungere le loro case.
Solo Andrea sembrava non aver coprifuochi.
Suo padre era uscito un giorno in mare e sua madre aveva pianto quando i suoi compagni le avevano raccontato di una tempesta con onde che non si ricordavano a memoria d’ uomo.
Poi si era consolata tra le braccia del capitano.
Per un po’ parve funzionare, poi un giorno anche il capitano uscì e, sebbene non ci furono tempeste, anche lui non tornò.
La madre ricominciò a piangere, ma questa volta senza braccia consolatrici.
Ora era così spesso ubriaca che non si accorgeva neanche se la sera a cena la sedia di Andrea era vuota
Il vecchio recuperò la lenza e gettò in mare ciò che restava dell’ esca.
Lentamente si alzò in piedi, smontò gli elementi della canna e tirò la funicella che legava la nassa con i pesci che aveva catturato.
Si gettò un mantellaccio logoro sulle spalle, calzò un cappello fin quasi sugli occhi e si allontanò dal molo.
Andrea prese il pallone sotto braccio e lo seguì.
La baracca puzzava di fumo e dalle fessure tra le assi uscica luce e odore di pesce.
Lo stomaco del ragazzo cominciò a protestare per la lunga inattività
- Entra-
Fece un sobbalzo, credeva di essere riuscito a non farsi vedere.
Mise la mano sulla maniglia e apri la porta.
Dentro c’ era ancora più puzza di fumo e la commistione di questa con l’ odore del cucinato aggrediva alla gola ed agli occhi.
- Prendi un piatto là dietro e siedi-
Obbedendo afferrò un piatto da una credenza polverosa, lo pulì con l’ orlo della maglietta e si sedette al tavolo.
Il vecchio mise un grossa fetta di pane bruscato sul piatto e poi vi versò un’ abbondante razione di zuppa rossa e fumante.
Andrea afferrò un cucchiaio e cominciò a mangiarne avidamente.
- Ti piace?-
Il bimbo annuì entusiasta.
- Prendine ancora-
Non se lo fece dire due volte.
Per un po’ parve funzionare, poi un giorno anche il capitano uscì e, sebbene non ci furono tempeste, anche lui non tornò.
La madre ricominciò a piangere, ma questa volta senza braccia consolatrici.
Ora era così spesso ubriaca che non si accorgeva neanche se la sera a cena la sedia di Andrea era vuota
Il vecchio recuperò la lenza e gettò in mare ciò che restava dell’ esca.
Lentamente si alzò in piedi, smontò gli elementi della canna e tirò la funicella che legava la nassa con i pesci che aveva catturato.
Si gettò un mantellaccio logoro sulle spalle, calzò un cappello fin quasi sugli occhi e si allontanò dal molo.
Andrea prese il pallone sotto braccio e lo seguì.
La baracca puzzava di fumo e dalle fessure tra le assi uscica luce e odore di pesce.
Lo stomaco del ragazzo cominciò a protestare per la lunga inattività
- Entra-
Fece un sobbalzo, credeva di essere riuscito a non farsi vedere.
Mise la mano sulla maniglia e apri la porta.
Dentro c’ era ancora più puzza di fumo e la commistione di questa con l’ odore del cucinato aggrediva alla gola ed agli occhi.
- Prendi un piatto là dietro e siedi-
Obbedendo afferrò un piatto da una credenza polverosa, lo pulì con l’ orlo della maglietta e si sedette al tavolo.
Il vecchio mise un grossa fetta di pane bruscato sul piatto e poi vi versò un’ abbondante razione di zuppa rossa e fumante.
Andrea afferrò un cucchiaio e cominciò a mangiarne avidamente.
- Ti piace?-
Il bimbo annuì entusiasta.
- Prendine ancora-
Non se lo fece dire due volte.
Ghermì il mestolo e si mise un’ altra enorme razione di zuppa nella scodella, mise il cucchiaio in bocca e sentì un oggetto rotondo e gelatinoso che premeva sul palato.
Sputò.
Un occhio!
Sputò.
Un occhio!
Si voltò a guardare il vecchio che lo fissava con un sorriso.
- Danno un tocco speciale alla mia zuppa-
- Danno un tocco speciale alla mia zuppa-
Andrea non tornò più da sua madre, ma lei ormai non aveva più lacrime.
Nessun commento:
Posta un commento