E' una regina viziosa, con qualcosa di assente negli occhi, vive nella reggia sotto un cielo metallico.
L'orizzonte è il chiuso bacino delle sue lontananze, gioielli le pendono dal corpo come frattaglie e la crudele decisione dei suoi lineamenti insegue ciò che rimane del sole nei giardini dalle ombre spezzate.
E' magra, trasognata e febbrile.
Era buona ma ha voluto divenire grande così è impazzita.
Trucca il viso con la morte per asfissia, presiede alle orge drappeggiata di rosso, le sue labbra sono nere come la pece, il suo sesso è un livido diamante,
ella discende sul mondo come l'alba su un rapace affamato.
E' cinica scaltra ed egoista.
I suoi nervi usurati dalla lussuria giocano stridule note corrotte,
bianca principessa dalle roride acque eletta regina nella perdizione,
bianco su bianco il suo viso come calce sulle ossa sepolte.
E' una regina bizzarra, avvelenata da una luce pesante,
il suo cuore è un valzer lamentoso,
ella è un fiore di panno vedovile, i suoi seni sono battole, il ventre un mare in bonaccia, i suoi denti marciti dagli zuccheri allineano folli sorrisi.
Persa nella notte come una bestemmia segue il filo tirato dalla morte, ama il fuoco, la danza incontrollata, i cortei militari su cui i colori si affastellano come scaglie trafitte,
è la regnante che si è voluto viziare, l'esotico sogno di bellezza che la povertà culla fra le piaghe sorridenti, è l'innesto d'argento nella trama bruna, l'incipriata carne dai soffitti imbottiti.
Fra i suoi capelli brulicano ori ed unghie smaltate,
la regione della sua gioia confina con l'incubo,
le sue visioni erompono dall'ombra in mute processioni.
E' sterile adorna e disturbata,
le sue dita come vermi che sognano seguono l'orlo dell'incesto,
immemori e cieche come sudditi pronti a compiacerla.
Seduta al balcone della reggia,
misti al tramonto i colori della guerra le trasfigurano il viso.
E' una regina viziosa esile e consunta dalla tisi,
nel castone degli occhi l'infiammato parto che non avrà mai luogo...(continua)
"Il Lorenzaccio"
SALVE A VOI MESSERI
Liberi pensatori costretti, Poeti orfani di rime, Sognatori dagli occhi aperti, Disillusi pieni di speranza, Romanzieri senza trame e Pittori dalle vuote tele.
S' accende oggi il fuoco fatuo intorno al quale raccogliersi e danzare.
Questo è il gran falò ove chiunque può narrare. in prosa, rima e smodata follia, i salti del suo cuore, i sogni che fa da sveglio, le veglie che tien di notte.
Arcadia del talento mancato od inespresso.
Società di mutuo sarcasmo e libera poesia.
S' accende oggi il fuoco fatuo intorno al quale raccogliersi e danzare.
Questo è il gran falò ove chiunque può narrare. in prosa, rima e smodata follia, i salti del suo cuore, i sogni che fa da sveglio, le veglie che tien di notte.
Arcadia del talento mancato od inespresso.
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lunedì 6 ottobre 2008
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