Ricordo occhi bassi e spalle al muro,
giacevo ferito, esausto ed illuso
che avrei risposto lama contro falce.
Nessun duello e nessun onore,
nessuna scintilla e nessun clangore.
Stringi, serra, spingi, piangi.
Il fiato è ormai corto ed interrotto,
il passo stanco e il braccio morto,
ma luce l’ armatura dell’ io guerriero,
e s’ agita nel petto ancor la voglia
d’ iniziar un’altra inutile battaglia..
D’ un balzo vorrei superar l’ orrido vuoto,
che da quel che sarei potuto e quel che sono,
divide il mio sudato divenir costante
SALVE A VOI MESSERI
Liberi pensatori costretti, Poeti orfani di rime, Sognatori dagli occhi aperti, Disillusi pieni di speranza, Romanzieri senza trame e Pittori dalle vuote tele.
S' accende oggi il fuoco fatuo intorno al quale raccogliersi e danzare.
Questo è il gran falò ove chiunque può narrare. in prosa, rima e smodata follia, i salti del suo cuore, i sogni che fa da sveglio, le veglie che tien di notte.
Arcadia del talento mancato od inespresso.
Società di mutuo sarcasmo e libera poesia.
S' accende oggi il fuoco fatuo intorno al quale raccogliersi e danzare.
Questo è il gran falò ove chiunque può narrare. in prosa, rima e smodata follia, i salti del suo cuore, i sogni che fa da sveglio, le veglie che tien di notte.
Arcadia del talento mancato od inespresso.
Società di mutuo sarcasmo e libera poesia.
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